LA
CONFESSIONE DI FEDE BATTISTA DEL 1689
Introduzione
Al lettore
giudizioso ed imparziale
Gentile lettore,
sono passati ormai molti anni da quando alcuni di noi (insieme ad altri sobri
cristiani d'allora che vivevano e camminavano nella via del Signore da noi
professata) ci sentimmo costretti a pubblicare una Confessione della nostra fede per informare e soddisfare quelli che
non capivano completamente quali fossero i nostri princìpi, o che nutrivano dei
pregiudizi contro la nostra professione a causa del modo strano in cui i nostri
principi erano stati presentati loro da alcuni uomini illustri, i quali avevano
adottato delle misure molto errate e di conseguenza avevano portato altri a
comprendere male sia noi che i nostri princìpi. Questa confessione fu pubblicata
per la prima volta intorno all'anno 1643 a nome di sette congregazioni che
allora si radunavano a Londra. In seguito fu ristampata e diffusa più volte e
il nostro obiettivo fu in buona parte raggiunto in quanto molti (alcuni di essi
uomini eminenti sia per la loro pietà che per la loro cultura) furono con ciò
soddisfatti che non eravamo in nessun modo colpevoli di quelle eresie e di
quei fondamentali errori di cui
eravamo stati troppo spesso accusati senza un motivo o una ragione da parte
nostra. Poiché quella confessione non è più facilmente reperibile e molti altri
nel frattempo hanno abbracciato la stessa verità che è confessata in essa, fu
giudicato da noi necessario unirci per dare una testimonianza al mondo del
nostro fermo attaccamento a quei princìpi sani per mezzo della pubblicazione di
ciò che avete tra le mani.
Poiché il metodo e la maniera di esprimere i nostri
sentimenti nella presente confessione sono diversi rispetto alla precedente
(sebbene la sostanza rimanga la stessa) ve ne diremo liberamente il motivo e
l'occasione. Un motivo che ci indusse grandemente ad intraprendere questo
lavoro fu (non soltanto il desiderio di rendere conto di noi stessi in modo
esauriente a quei cristiani che dissentono da noi per quanto riguarda il battesimo,
ma anche) il profitto che potrebbero averne
coloro che prendono in considerazione il nostro lavoro nella loro
istruzione e confermazione nelle grandi verità del Vangelo. Ciò poiché il
nostro cammino costante con Dio ed il nostro portare frutto in ogni cosa
davanti a Lui sono strettamente legati ad una chiara comprensione e credenze di
queste verità. Ritenemmo quindi necessario esprimerci più ampiamente e
chiaramente, individuando un metodo che ci permettesse di presentare nella maniera
più completa quegli argomenti di cui desideravamo spiegare il nostro modo di
credere. Siccome non trovavamo nessun difetto a questo riguardo in quello
dell'assemblea, adottato in seguito anche dai Congregazionalisti, concludemmo
subito che fosse meglio mantenere lo stesso ordine nella nostra confessione.
Inoltre quando notammo che nella loro confessione questi ultimi (per motivi che
sembravano importanti sia a loro che ad altri) scelsero di esprimere il loro
pensiero non solo con parole dello stesso senso in tutti gli articoli con cui
si trovavano d'accordo, ma anche nella maggior parte dei casi senza variare gli
stessi termini usati, concludemmo che fosse meglio seguire il loro esempio
servendoci delle stesse parole usate da entrambi queste confessioni nei tanti
articoli in cui la nostra fede e dottrina è identica alla loro. E questo
facemmo per manifestare maggiormente il nostro accordo con entrambi in tutti
gli articoli fondamentali della religione cristiana così come con molti altri
le cui confessioni ortodosse sono state pubblicate nel mondo per conto dei
protestanti in diverse nazioni e città ed, inoltre, per convincere tutti che
non abbiamo nessun desiderio ardente di appiccicare alla religione delle
parole nuove, ma siamo pronti ad accettare quel modello delle sane parole che,
in accordo con le Sacre Scritture, fu usato da altri prima di noi. Così noi
dichiariamo davanti a Dio, uomini ed angeli il nostro completo accordo con essi
in quella sana dottrina protestante che essi hanno affermato con chiare
motivazioni tratte dalle Scritture. In verità, ci sono aggiunte e omissioni in
alcune parti oltre a qualche lieve modifica, ma questi cambiamenti sono tali da
non farci temere nessuna accusa o
sospetto di deviazione dottrinale da parte dei nostri fratelli.
Nelle cose in cui
dissentiamo da altri, ci siamo espressi con un totale candore e semplicità
perché nessuno possa pensare che ci sia qualcosa di celato dentro di noi per
non desiderare di farlo conoscere al mondo. Allo stesso tempo speriamo anche di
aver rispettato quei princìpi di modestia e di umiltà che renderanno
inoffensiva la nostra libertà a questo riguardo, persino a coloro la cui
opinione è diversa dalla nostra.
Ci siamo
preoccupati di aggiungere dei riferimenti biblici a margine per confermare ogni
articolo della nostra confessione. Nel fare questo abbiamo diligentemente
cercato di scegliere brani che fossero chiari e pertinenti a ciò che viene da
noi affermato. Il nostro sincero desiderio è che tutti quelli che si troveranno
tra le mani questa confessione possano seguire l'esempio (sempre da essere
raccomandato) dei Bereani, i quali esaminavano tutti i giorni le Scritture per
vedere se ciò che veniva loro predicato fosse
così o meno.
C'è un'altra cosa
che professiamo in sincerità e nella quale desideriamo essere creduti, vale a
dire, che la nostra intenzione in tutto ciò che abbiamo fatto non è
assolutamente quella di essere polemici. Confidiamo dunque che non ci sarà
vietata, né sarà accolta male, la libertà che ci siamo presi di spiegare
candidamente i nostri princìpi e di aprire il nostro cuore ai nostri fratelli
fornendo le motivazioni bibliche della nostra fede e prassi. La nostra
intenzione si realizzerà interamente se ci sarà fatta la giustizia di essere
misurati e giudicati nei nostri princìpi e nella nostra prassi secondo ciò che
ora pubblichiamo, ed il Signore (i cui occhi sono come fiamme di fuoco) sa che
questa è la dottrina che crediamo fermamente nel nostro cuore e alla quale
cerchiamo sinceramente di conformare la nostra vita. Desideriamo con tutto il
nostro cuore che, venendo messa da parte ogni altra polemica, l'unica
preoccupazione ed impegno di tutti coloro sui quali viene invocato il nome del
nostro beato Redentore possa essere in futuro di camminare umilmente con il
loro Dio e, nell'esercizio di un totale amore e mansuetudine l'uno verso
l'altro, di compiere la loro santificazione nel timore di Dio, cercando ognuno
di condursi in modo degno del Vangelo e, a seconda della propria posizione e
capacità, di promuovere energicamente negli altri la pratica della religione
pura ed immacolata dinanzi a Dio, nostro Padre. Desideriamo inoltre, in questi
giorni di apostasia, non sprecare il nostro fiato con inutili denunce dei mali
altrui, ma che ognuno possa iniziare nella propria casa a riformare in primo
luogo il proprio cuore e il proprio comportamento e poi incoraggiare quelli su
cui ha qualche influenza a fare altrettanto. Così che, in conformità con la
volontà di Dio, nessuno possa ingannarsi confidando in una forma di pietà priva della potenza, perché non
possiede un' esperienza interiore
dell'efficacia delle verità che professa.
In verità, per il
declino della religione ai nostri giorni, c'è una fonte ed una causa che non possiamo mancare di trattare
brevemente per sollecitare urgentemente
che venga rimediata. Si tratta cioè
dell'abbandono del culto di Dio nelle famiglie da parte di coloro ai quale la
loro conduzione è affidata. Non è possibile che la grossolana ignoranza e
instabilità di molti, insieme alla profanità di altri, possa essere attribuita
ai loro genitori e maestri che, mentre erano ancora giovani, non inculcarono in
loro la condotta che dovevano tenere, ma
trascurarono quei frequenti e solenni ordini rivolti a loro dal Signore
di catechizzarli e istruirli perché in tenera età la loro vita potesse essere condizionata dalla conoscenza della
verità di Dio rivelata nelle Scritture? Inoltre, trascurando loro stessi di
pregare e di rispettare gli altri doveri della religione nelle loro famiglie e
dando un cattivo esempio nel loro modo di parlare dissoluto, abituarono i loro
figli prima a trascurare, poi a disprezzare ogni pietà e religione. Sappiamo
che questo non giustifica la cecità o malvagità di nessuno, ma certamente la
responsabilità cadrà pesantemente su quelli che ne furono la causa. In verità,
i peccatori moriranno per i loro peccati, ma non verrà domandato conto del loro
sangue a quelli che avevano cura di loro e che permisero loro di andare avanti
senza avvertirli e anzi li guidarono nelle vie della distruzione? E non sarà vero
che la diligenza dei cristiani nei tempi passati nell'assolvere questo dovere
sorgerà in giudizio contro molti che portano ora questo nome condannandoli?
Concludiamo con
una preghiera sincera che l'Iddio di ogni grazia possa spandere abbondantemente
il suo Spirito su di noi perché la professione della verità possa essere accompagnata
da una fede sana praticata da noi con diligenza e che il suo nome possa essere
glorificato in ogni cosa per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, Amen.
TESTO
1. Delle Sacre
Scritture
1. La Sacra
Scrittura è la regola unica e sufficiente, certa ed infallibile di ogni
conoscenza, fede ed obbedienza salvifiche1.
Sebbene la luce
della natura e le opere della creazione e della provvidenza manifestino la
bontà, la sapienza e la potenza di Dio al punto che l'uomo è inescusabile, esse
non sono sufficienti a fornire quella conoscenza di Dio e della sua volontà che
è necessaria alla salvezza2.
In vari tempi ed
in molte maniere Dio ha voluto quindi rivelarsi e dichiarare la sua volontà
alla sua chiesa3. In seguito, per preservare e propagare meglio la
verità e per stabilire ed incoraggiare la chiesa proteggendola dalla corruzione
della carne, dalla malizia di Satana e dal mondo, il Signore ha voluto che la
sua verità rivelata venisse messa interamente per iscritto. Poiché oggi Dio ha
abbandonato i modi da Lui usati precedentemente, per rivelare la sua volontà al
suo popolo, le Sacre Scritture sono assolutamente necessarie4.
1 2 Tm 3,15-17; Is 8,20; Lc
16,29-31; Ef 2,20
2 Rm 1,19-21; Rm 2,14-15; Sal
19,1-3
3 Eb 1,1
4 Prov 22,19-21; Rm
15,4; 2 Pt 1,19-20
2. Sotto il
titolo di Sacra Scrittura (o Parola di Dio scritta) sono contenuti tutti i
seguenti libri dell'Antico e del Nuovo Testamento:
Antico Testamento: Genesi,
Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giosuè, Giudici, Ruth, 1 e 2 Samuele, 1
e 2 Re, 1 e 2 Cronache, Esdra, Nehemia, Ester, Giobbe, Salmi, Proverbi,
Ecclesiaste, Cantico dei Cantici, Isaia, Geremia, Lamentazioni, Ezechiele,
Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Habacuc, Sofonia,
Aggeo, Zaccaria, Malachia.
Nuovo Testamento: Matteo,
Marco, Luca, Giovanni, Atti, Romani, 1 e 2 Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi,
Colossesi, 1 e 2 Tessalonicesi, 1 e 2 Timoteo, Tito, Filemone, Ebrei, Giacomo,
1 e 2 Pietro, 1, 2 e 3 Giovanni, Giuda, Apocalisse.
Tutti questi
libri sono stati ispirati da Dio perché costituissero regola di fede e di
condotta5.
5 2 Tm 3,16
3. I libri
comunemente chiamati "apocrifi", non essendo divinamente ispirati,
non fanno parte del canone della Scrittura, non hanno alcuna autorità per la
chiesa di Dio e non devono essere considerati o utilizzati in modo diverso da
quanto avviene per altri scritti umani6.
6 Lc 24,27,44; Rm
3,2
4. L'autorità
della Sacra Scrittura per la quale dobbiamo crederla, non dipende dalla
testimonianza di qualche uomo o di qualche chiesa, ma interamente da Dio, il
suo Autore (che è la Verità stessa). Essa deve venire ricevuta per il fatto di
essere la Parola di Dio7.
7 2 Pt 1,19-21; 2 Tm 3,16; 2 Tess
2,13; 1 Gv 5,9
5. La
testimonianza della chiesa può suscitare in noi riverenza ed alta
considerazione per le Sacre Scritture. Tuttavia la natura stessa delle
Scritture prova sufficientemente che esse sono Parola di Dio. La sublimità del
contenuto, l'efficacia della dottrina, la maestà dello stile, l'armonia di
tutte le parti, il loro scopo comune di dare tutta la gloria a Dio, la piena
rivelazione dell'unica via per la salvezza dell'uomo, accanto a molti altri
pregi incomparabili e perfezioni assolute confermano indiscutibilmente questa
convinzione.
Nonostante ciò,
la nostra piena persuasione e sicurezza sulla verità infallibile della
Scrittura e della sua autorità divina viene dall'opera interiore dello Spirito
Santo che testimonia per mezzo della Parola ed insieme alla Parola nel nostro
cuore8.
8 Gv 16,13,14; 1 Cor 2,10-12; 1 Gv
2,20,27
6. Tutto il
consiglio di Dio relativo alla sua gloria, alla salvezza, alla fede e alla vita
dell'uomo, è esplicitamente descritto, oppure necessariamente contenuto nella
Sacra Scrittura. In nessun tempo, né in base ad una nuova rivelazione dello
Spirito, né alle tradizioni degli uomini, deve esservi aggiunto alcunché9.
Ciò nonostante
riconosciamo la necessità di una illuminazione interiore dello Spirito di Dio
per una comprensione salvifica delle realtà rivelate nella Parola10.
Ci sono alcune
condizioni riguardanti l'adorazione di Dio ed il governo della chiesa che sono
comuni a tutte le società e attività umane e che devono essere ordinate alla
luce della natura e dalla prudenza cristiana secondo le regole generali della
Parola che si devono sempre osservare11.
9 2 Tm 3,15-17; Gal 1,8,9
10 Gv 6,45; 1 Cor 2,9-12
11 1 Cor 11,13-14; 1
Cor 14,26,40
7. Non tutto il
contenuto della Scrittura è in sè di uguale chiarezza, né tale appare a tutti12. Tuttavia,
le cose essenziali che si devono conoscere, credere e osservare per essere
salvati sono presentate e rivelate così chiaramente in alcune parti della
Scrittura che non solo l'uomo istruito, ma anche quello incolto può giungere ad
una comprensione sufficiente con l'ausilio dei mezzi comuni13.
12 2 Pt 3,16
13 Sal 19,7; Sal 119,130
8. L'Antico
Testamento scritto in ebraico (che era la lingua madre del popolo di Dio
nell'antichità)14 ed il Nuovo Testamento scritto in greco (che era la
lingua più diffusa fra le nazioni al momento della sua stesura) furono
direttamente ispirati da Dio e conservati puri attraverso i secoli dalla sua
singolare cura e dalla sua provvidenza. Sono perciò attendibili e la chiesa deve
considerarli normativi in tutte le controversie dottrinali15. Poiché
non tutto il popolo di Dio conosce le lingue originarie, pur avendo il diritto
di disporre delle Scritture e di interessarsi ad esse ed il dovere di leggerle16 e di
investigarle17 nel timore di Dio, le Scritture devono essere tradotte nella lingua di
ogni nazione18, affinché la Parola di Dio, abitando doviziosamente in tutti, possa
indurre ad adorare Dio in modo accettevole e affinché la pazienza e la consolazione
delle Scritture permettano di ritenere la speranza19.
14 Rm 3,2
15 Is 8,20
16 At 15,15
17 Gv 5,39
18 1 Cor
14,6,9,11-12,24,29
19 Col 3,16
9. La regola
infallibile per l'interpretazione della Scrittura è la Scrittura stessa.
Perciò, quando si presenta un problema riguardo al significato vero e completo di
un brano della Scrittura (la quale è un'unità e non una pluralità di scritti
indipendenti l'uno dall'altro) tale brano deve essere esaminato alla luce di
altri più chiari20.
20 2 Pt 1,20,21; At
15,15,16
10. La Scrittura
trasmessaci dallo Spirito Santo costituisce l'unico e supremo arbitro per la
soluzione di tutte le controversie in campo religioso e per l'esame dei decreti
di tutti i concili, delle opinioni di scrittori antichi, delle dottrine umane e
delle opinioni personali.
Il verdetto della
Scrittura deve essere sufficiente per noi, poiché la nostra fede è basata sulla
suprema istanza della Scrittura trasmessaci dallo Spirito21.
21 Mt 22,29-32; Ef 2,20; At 28,23
2. Di Dio e
della Trinità
1. Il Signore
Iddio nostro è l'unico Dio vivente e vero1. Egli sussiste in se stesso e di per
se stesso2; è infinito nel suo essere e nella sua perfezione. La sua essenza non
può essere compresa da nessuno, se non da lui stesso3. E'
spirito purissimo4, invisibile, senza corpo, senza parti né passioni; Egli
solo possiede l'immortalità; dimora in una luce inaccessibile5; è
immutabile6, incommensurabile7, eterno8, incomprensibile, onnipotente9, in ogni
senso infinito, assolutamente santo10, saggio, libero
ed indipendente. Egli opera tutte le cose secondo il consiglio della propria
volontà assolutamente immutabile e giusta11 per la propria
gloria12. Egli è veramente amorevole, benigno, misericordioso, longanime, pieno
di bontà e di verità; Egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano13 e, nello
stesso tempo, è veramente giusto e tremendo nei suoi giudizi14; odia il
peccato15 e non terrà il colpevole per innocente16.
1 1 Cor 8,4-6; Dt 6,4
2 Ger 10,10; Is 48,12
3 Es 3,14
4 Gv 4,24
5 1 Tm 1,17; Dt 4,15-16
6 Ml 3,6
7 1 Re 8,27; Ger 23,23
8 Sal 90,2
9 Gen 17,1
10 Is 6,3
11 Sal 115,3; Is 46,10
12 Prov 16,4; Rm 11,36
13 Es 34,6-7; Eb 11,6
14 Ne 9,32-33
15 Sal 5,5-6
16 Es 34,7; Na 1,2-3
2. Siccome Dio ha
tutta la vita17, la gloria18, la bontà19, la beatitudine,
in se stesso e da se stesso, è unico nel senso che è completamente sufficiente
sia in se stesso che per se stesso non avendo bisogno di alcuna delle sue
creature né derivando gloria da esse20. Al contrario, è
Dio a manifestare la sua gloria in esse, per mezzo di esse, ad esse e su esse.
Egli è l'unica fonte di tutta l'esistenza; da Lui, per mezzo di Lui e per Lui
sono tutte le cose21. Egli esercita un dominio completamente sovrano sopra
tutte le creature, al fine di fare per mezzo di esse, per esse e ad esse tutto
ciò che Egli vuole22. Tutte le cose sono scoperte e manifeste ai suoi occhi23. La sua
conoscenza è infinita, infallibile e non dipende dalla creatura. Ne consegue
che niente è per Lui contingente o incerto24. Egli è
assolutamente santo in tutto il suo consiglio, in tutte le sue opere25 e in tutti
i suoi comandamenti. Sia gli uomini che gli angeli gli devono tutta
l'adorazione26, il servizio o l'ubbidienza cui sono tenuti come creature verso il loro
Creatore e qualunque altra cosa che Egli desideri chiedere loro.
17 Gv 5,26
18 Sal 148,13
19 Sal 119,68
20 Gb 22,2-3
21 Rm 11,34-36
22 Dn 4,25,34-35
23 Eb 4,13
24 Ezech 11,5; At 15,18
25 Sal 145,17
26 Apoc 5,12-14
3. In questo
esser divino ed infinito sono presenti tre persone; il Padre, la Parola o
Figlio e lo Spirito Santo27, tutte uguali in sostanza, in potenza ed in eternità.
Ognuna di esse possiede l'intera essenza divina, pur restando tale essenza
indivisa28.
Il Padre non è
stato generato né procede da un qualsiasi altro. Il Figlio è eternamente
generato dal Padre29. Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio30.
Tutti e tre sono
infiniti, senza inizio e quindi costituiscono un solo Dio. La loro natura e la
loro essenza sono indivisibili, ma essi si distinguono a seconda delle loro
qualità particolari e delle loro relazioni personali. La dottrina della Trinità
è il fondamento di tutta la nostra comunione con Dio e della nostra serena
dipendenza da Lui.
27 1Gv 5,7; Mt 28,19; 1 Cor 13,14
28 Es 3,14; Gv 14,11; 1 Cor 8,6
29 Gv 1,14-18
30 Gv 15,26; Gal 4,6
3. Del
decreto divino
1. Dio ha
decretato dall'eternità, secondo il santo e saggio consiglio della propria
volontà, in modo libero ed immutabile, tutte le cose che avrebbero avuto luogo1. Tuttavia
ciò non implica affatto che Dio sia autore di peccato, che abbia comunione con
qualcuno2 nel commettere peccati, che venga fatta violenza alla volontà della
creatura, che venga tolta la libertà o la contingenza delle cause seconde.
Queste, al contrario, sussistono3. Vengono così manifestate la sapienza
di Dio nel disporre tutte le cose ed anche la sua potenza e la sua fedeltà
nell'adempimento del suo decreto4.
1 Is 46,10; Ef 1,11; Eb 6,17; Rm
9,15-18
2 Giac 1,13; 1 Gv 1,5
3 At 4,27-28; Gv 19,11
4 Num 23,19; Ef
1,3-5
2. Benché Dio
conosca tutto ciò che può avvenire in tutte le condizioni immaginabili5, non è mai
stato indotto a decretare alcunché per il fatto di averlo previsto come
qualcosa che avrebbe potuto verificarsi nel futuro o che sarebbe avvenuto in
determinate situazioni6.
5 At 15,18
6 Rm 9,11-18
3. Per decreto di
Dio e per la manifestazione della sua gloria, alcuni uomini ed angeli sono
predestinati o preordinati a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo7, a lode
della sua grazia gloriosa8. Altri vengono lasciati agire nel loro stato di peccato
fino alla loro giusta condanna, a lode della sua giustizia gloriosa9.
7 1 Tm 5,21; Mt 25,34
8 Ef 1,5-6
9 Rm 9,22-23; Giuda 4
4. Gli angeli e
uomini predestinati e preordinati in questo modo sono designati individualmente
ed immutabilmente. Il loro numero è così certo ed esatto che non può essere né
aumentato né diminuito10.
10 2 Tm 2,19; Gv
13,18
5. Quelli che
sono predestinati a vita sono stati eletti da Dio prima della fondazione del
mondo secondo il suo proponimento eterno ed immutabile, secondo il consiglio
segreto ed il beneplacito della sua volontà. Dio li ha eletti in Cristo a
gloria eterna unicamente per il suo amore e per la sua grazia incondizionata11, senza
esservi indotto da nessuna condizione o causa presenti nella creatura12.
11 Ef 1,4-11; Rm 8,30; 2 Tm 1,9; 1
Tess 5,9
12 Rm 9,13-16; Ef
2,5,12
6. Poiché Dio ha
ordinato a gloria gli eletti, così, secondo il consiglio della sua volontà
eterna e completamente libera; Egli ha preordinato tutti i mezzi necessari per
realizzare la loro salvezza13. Di conseguenza, coloro che sono eletti, essendo
decaduti in Adamo, sono redenti da Cristo14, vengono
efficacemente chiamati alla fede in Cristo dal suo Spirito che opera a suo
tempo, sono giustificati, adottati, santificati15, e vengono
custoditi dalla sua potenza mediante la fede in vista della salvezza16. Nessuno
al di fuori degli eletti è redento da Cristo, chiamato efficacemente,
giustificato, adottato, santificato e salvato17.
13 1 Pt 1,2; 2 Tess 2,13
14 1 Tess 5,9-10
15 Rm 8,30; 2 Tess 2,13
16 1 Pt 1,5
17 Gv 10,26; 17,9;
6,64
7. La dottrina di
questo grande mistero della predestinazione deve essere trattata con una
particolare prudenza e cura affinché gli uomini che prestano attenzione alla
volontà di Dio rivelata nella sua Parola e che ubbidiscono ad essa possano
essere sicuri della loro elezione eterna dalla certezza della loro vocazione
efficace18. In questo modo, la dottrina sarà motivo di lode19, riverenza
e ammirazione per Dio e sarà anche motivo di umiltà20, diligenza
e abbondanza di consolazione per tutti coloro che ubbidiscono all'Evangelo con
sincerità21.
18 1 Tess 1,4-5; 2 Pt 1,10
19 Ef 1,6; Rm 11,33
20 Rm 11,5-6,20
21 Lc 10,20
4. Della
creazione
1. Nel principio
è piaciuto a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo1, per la
manifestazione della gloria della sua eterna potenza2, sapienza
e bontà, creare o fare il mondo e tutte le cose in esso, sia le visibili che le
invisibili, nell'arco di sei giorni; e tutto era molto buono3.
1 Gv 1,2-3; Eb 1,2; Gb 26,13
2 Rm 1,20
3 Col 1,16; Gen
1,31
2. Dopo aver
fatto tutte le altre creature, Dio creò l'uomo, maschio e femmina4, con
un'anima razionale ed immortale5, rendendolo idoneo a vivere quella
vita al suo servizio per la quale era stato creato. L'uomo fu creato ad
immagine di Dio, in conoscenza, in giustizia ed in vera santità6, con la
legge di Dio scritta nel cuore7 e con la capacità di adempiervi.
Tuttavia egli aveva la possibilità di trasgredirla, essendo lasciato alla
libertà della propria volontà la quale era soggetta a cambiamento8.
4 Gen 1,27
5 Gen 2,7
6 Eccl 7,29; Gen 1,26
7 Rm 2,14-15
8 Gen 3,6
3. Oltre alla
legge scritta nel cuore, l'uomo ricevette l'ordine di non mangiare dell'albero
della conoscenza del bene e del male9. Finché osservò questo comandamento
fu felice nella comunione con Dio ed ebbe dominio su tutte le altre creature10.
9 Gen 2,17
10 Gen 1,26-28
5. Della
provvidenza divina
1. Dio, il buon
Creatore di tutte le cose, nella sua infinita potenza e saggezza sostiene,
dirige, dispone e governa tutte le creature e tutte le cose1, dalla più
grande alla più piccola2, con la sua provvidenza assolutamente saggia e santa,
in vista del fine per cui sono state create. Dio governa secondo la sua
prescienza infallibile e secondo il consiglio libero ed immutabile della sua
volontà, a lode della gloria della sua saggezza, potenza, giustizia, bontà
infinita e misericordia3.
1 Eb 1,3; Gb 38,11; Is 46,10-11;
Sal 135,6
2 Mt 5,29-31
3 Ef 1,11
2. Tutte le cose
avvengono immutabilmente ed infallibilmente in base alla prescienza e ai
decreti di Dio, il quale ne è la causa prima4. Non avviene quindi alcunché ad
alcuno per caso o al di fuori della sua provvidenza5. Tuttavia,
Dio ordina che gli eventi si verifichino secondo l'ordine delle cause seconde,
necessariamente, liberamente o contingentemente6.
4 At 2,23
5 Prov 16,33
6 Gen 8,22
3. Nella sua
ordinaria provvidenza Dio fa uso di mezzi7, ma è libero di agire al di fuori di
essi8, al di sopra di essi9 e contro di essi10 quando vuole.
7 At 27,31,44; Is 55,10-11
8 Osea 1,7
9 Rm 4,19-21
10 Dn 3,27
4. La
onnipotenza, la saggezza imperscrutabile e la bontà infinita di Dio si
manifestano così pienamente nella sua provvidenza che il suo determinato
consiglio si estende persino alla prima caduta e a tutte le altre azioni
peccaminose sia di angeli che di uomini11, e ciò non per
un semplice permesso, ma per un tipo di permesso in cui Egli ha incluso delle
limitazioni veramente sagge e potenti ed altri mezzi per limitare e tenere
sotto controllo il peccato12. Queste varie limitazioni sono state deliberate da Dio
per realizzare i suoi scopi santissimi13. Tuttavia, in
tutti questi casi, la peccaminosità sia degli angeli che degli uomini proviene
soltanto da essi e non da Dio, il quale è assolutamente santo e giusto, e non
può essere autore di peccato né approvarlo14.
11 Rm 11,32-34; 2 Sam 23,1; 1 Cron
21,1
12 2 Re 19,28; Sal 76,10
13 Gen 50,20; Is 10,6-12
14 Sal 50,21; 1 Gv
2,16
5. Dio, che è
veramente saggio, giusto e benigno, spesso permette che i suoi figli
sperimentino per qualche tempo varie tentazioni e la corruzione del loro cuore
per punirli dei peccati commessi o per mostrar loro la forza nascosta della
corruzione e la falsità ancora presente nel loro cuore, allo scopo di umiliarli
e di spingerli ad una dipendenza più stretta e costante da Lui come loro
sostegno, di renderli più vigili in futuro nei confronti del peccato, ed in
vista di altri scopi santi e giusti15. Perciò tutto
ciò che avviene agli eletti avviene per volontà e per la gloria di Dio, nonché
per il loro bene16.
15 2 Cron 32,25-31;
2 Cor 12,7-9
16 Rm 8,285
6. A quegli
uomini iniqui e malvagi che Dio come giusto giudice acceca ed indurisce17 per i loro peccati precedenti, Egli nega non soltanto la grazia, che
avrebbe potuto illuminare la loro mente e toccare il loro cuore18, ma a
volte ritira anche i doni che hanno avuto19, e li espone a
certi oggetti che il loro stato corrotto fa diventare occasioni di peccato20. Dio li
abbandona alle loro concupiscenze, alle tentazioni del mondo e alla potenza di
Satana21, cosicché alla fine si induriscono persino quando si trovano sotto le
stesse influenze che Dio usa per toccare il cuore di altri22.
17 Rm 1,24-28; 11,7-8
18 Dt 29,4
19 Mt 13,12
20 Dt 2,30; 2 Re 8,12-13
21Sal 81,11-12; 2 Tess 2,10-12
22 Es 8,15-32; Is 6,9-10; 1 Pt
2,7-8
7. Come la
provvidenza generale di Dio si estende a tutte le creature, così, in maniera
del tutto speciale, Egli ha cura della sua chiesa e dispone tutte le cose per
il bene di essa23.
23 1 Tm 4,10; Amos 9,8-9; Is 43,3-5
6. Della
caduta dell'uomo, del peccato e della sua condanna
1. Sebbene Dio
abbia creato l'uomo integro e perfetto, gli abbia dato una legge giusta la cui
osservanza lo avrebbe preservato dalla morte e lo abbia avvertito che sarebbe
morto se l'avesse trasgredita1, l'uomo si mantenne solo per breve
tempo in quello stato originario. Satana si servì dell'astuzia del serpente per
sedurre Eva, e successivamente, per mezzo di lei Adamo che, senza esservi in
alcun modo costretto, trasgredì volontariamente la legge della propria
creazione ed il comandamento di Dio, mangiando il frutto proibito2. E'
piaciuto a Dio, secondo il suo consiglio saggio e santo, permettere questo
atto, avendo deciso di usarlo per la sua gloria.
1 Gen 2,16-17
2 Gen 3,12-13; 2 Cor 11,3
2. I nostri
progenitori decaddero per questo peccato dalla loro giustizia originaria e
dalla loro comunione con Dio, e noi in essi. La morte è quindi passata su tutti
gli uomini3 che senza eccezioni sono morti nel peccato4 e
totalmente corrotti in ogni loro parte e in ogni loro facoltà spirituale e
fisica5.
3 Rm 3,23
4 Rm 5,12 ss.
5 Tito 1,15; Gen 6,5; Ger 17,9; Rm
3,10-19
3. Essendo i
nostri progenitori la radice e, per volontà di Dio, i rappresentanti di tutta
l'umanità, il loro peccato è stato imputato e la loro natura corrotta trasmessa
a tutta la loro posterità attraverso l'ordinario processo di generazione6. I loro
discendenti sono perciò concepiti nel peccato7 e sono per
natura figlioli d'ira8, servi del peccato, soggetti alla morte9 ed a tutte
le altre miserie spirituali, temporali ed eterne a meno che il Signore Gesù non
li liberi10.