LA CONFESSIONE DI FEDE BATTISTA DEL 1689

 

Introduzione

 

Al lettore giudizioso ed imparziale

Gentile lettore, sono passati ormai molti anni da quando alcuni di noi (insieme ad altri sobri cristiani d'allora che vivevano e camminavano nella via del Signore da noi professata) ci sentimmo costretti a pubblicare una Confessione della nostra fede per informare e soddisfare quelli che non capivano completamente quali fossero i nostri princìpi, o che nutrivano dei pregiudizi contro la nostra professione a causa del modo strano in cui i nostri principi erano stati presentati loro da alcuni uomini illustri, i quali avevano adottato delle misure molto errate e di conseguenza avevano portato altri a comprendere male sia noi che i nostri princìpi. Questa confessione fu pubblicata per la prima volta intorno all'anno 1643 a nome di sette congregazioni che allora si radunavano a Londra. In seguito fu ristampata e diffusa più volte e il nostro obiettivo fu in buona parte raggiunto in quanto molti (alcuni di essi uomini eminenti sia per la loro pietà che per la loro cultura) furono con ciò soddisfatti che non eravamo in nessun modo colpevoli di quelle eresie e di quei   fondamentali errori di cui eravamo stati troppo spesso accusati senza un motivo o una ragione da parte nostra. Poiché quella confessione non è più facilmente reperibile e molti altri nel frattempo hanno abbracciato la stessa verità che è confessata in essa, fu giudicato da noi necessario unirci per dare una testimonianza al mondo del nostro fermo attaccamento a quei princìpi sani per mezzo della pubblicazione di ciò  che avete tra le mani.

Poiché il  metodo e la maniera di esprimere i nostri sentimenti nella presente confessione sono diversi rispetto alla precedente (sebbene la sostanza rimanga la stessa) ve ne diremo liberamente il motivo e l'occasione. Un motivo che ci indusse grandemente ad intraprendere questo lavoro fu (non soltanto il desiderio di rendere conto di noi stessi in modo esauriente a quei cristiani che dissentono da noi per quanto riguarda il battesimo, ma anche) il profitto che potrebbero averne  coloro che prendono in considerazione il nostro lavoro nella loro istruzione e confermazione nelle grandi verità del Vangelo. Ciò poiché il nostro cammino costante con Dio ed il nostro portare frutto in ogni cosa davanti a Lui sono strettamente legati ad una chiara comprensione e credenze di queste verità. Ritenemmo quindi necessario esprimerci più ampiamente e chiaramente, individuando un metodo che ci permettesse di presentare nella maniera più completa quegli argomenti di cui desideravamo spiegare il nostro modo di credere. Siccome non trovavamo nessun difetto a questo riguardo in quello dell'assemblea, adottato in seguito anche dai Congregazionalisti, concludemmo subito che fosse meglio mantenere lo stesso ordine nella nostra confessione. Inoltre quando notammo che nella loro confessione questi ultimi (per motivi che sembravano importanti sia a loro che ad altri) scelsero di esprimere il loro pensiero non solo con parole dello stesso senso in tutti gli articoli con cui si trovavano d'accordo, ma anche nella maggior parte dei casi senza variare gli stessi termini usati, concludemmo che fosse meglio seguire il loro esempio servendoci delle stesse parole usate da entrambi queste confessioni nei tanti articoli in cui la nostra fede e dottrina è identica alla loro. E questo facemmo per manifestare maggiormente il nostro accordo con entrambi in tutti gli articoli fondamentali della religione cristiana così come con molti altri le cui confessioni ortodosse sono state pubblicate nel mondo per conto dei protestanti in diverse nazioni e città ed, inoltre, per convincere tutti che non abbiamo nessun desiderio ardente di appiccicare alla reli­gione delle parole nuove, ma siamo pronti ad accettare quel mo­dello delle sane parole che, in accordo con le Sacre Scritture, fu usato da altri prima di noi. Così noi dichiariamo davanti a Dio, uomini ed angeli il nostro completo accordo con essi in quella sana dottrina protestante che essi hanno affermato con chiare motivazioni tratte dalle Scritture. In verità, ci sono aggiunte e omissioni in alcune parti oltre a qualche lieve modifica, ma questi cambiamenti sono tali da non farci temere  nessuna accusa o sospetto di deviazione dottrinale da parte dei nostri fratelli.

Nelle cose in cui dissentiamo da altri, ci siamo espressi con un totale candore e semplicità perché nessuno possa pensare che ci sia qualcosa di celato dentro di noi per non desiderare di farlo conoscere al mondo. Allo stesso tempo speriamo anche di aver rispettato quei princìpi di modestia e di umiltà che renderanno inoffensiva la nostra libertà a questo riguardo, persino a coloro la cui opinione è diversa dalla nostra.

Ci siamo preoccupati di aggiungere dei riferimenti biblici a margine per confermare ogni articolo della nostra confessione. Nel fare questo abbiamo diligentemente cercato di scegliere brani che fossero chiari e pertinenti a ciò che viene da noi affermato. Il nostro sincero desiderio è che tutti quelli che si troveranno tra le mani questa confessione possano seguire l'esempio (sempre da essere raccomandato) dei Bereani, i quali esaminavano tutti i giorni le Scritture per vedere se ciò che veniva loro predicato fosse  così o meno.

C'è un'altra cosa che professiamo in sincerità e nella quale desideriamo essere creduti, vale a dire, che la nostra intenzione in tutto ciò che abbiamo fatto non è assolutamente quella di essere polemici. Confidiamo dunque che non ci sarà vietata, né sarà accolta male, la libertà che ci siamo presi di spiegare candidamente i nostri princìpi e di aprire il nostro cuore ai nostri fratelli fornendo le motivazioni bibliche della nostra fede e prassi. La nostra intenzione si realizzerà interamente se ci sarà fatta la giustizia di essere misurati e giudicati nei nostri princìpi e nella nostra prassi secondo ciò che ora pubblichiamo, ed il Signore (i cui occhi sono come fiamme di fuoco) sa che questa è la dottrina che crediamo fermamente nel nostro cuore e alla quale cerchiamo sinceramente di conformare la nostra vita. Desideriamo con tutto il nostro cuore che, venendo messa da parte ogni altra polemica, l'unica preoccupazione ed impegno di tutti coloro sui quali viene invocato il nome del nostro beato Redentore possa essere in futuro di camminare umilmente con il loro Dio e, nell'esercizio di un totale amore e mansuetudine l'uno verso l'altro, di compiere la loro santificazione nel timore di Dio, cercando ognuno di condursi in modo degno del Vangelo e, a seconda della propria posizione e capacità, di promuovere energicamente negli altri la pratica della religione pura ed immacolata dinanzi a Dio, nostro Padre. Desideriamo inoltre, in questi giorni di apostasia, non sprecare il nostro fiato con inutili denunce dei mali altrui, ma che ognuno possa iniziare nella propria casa a riformare in primo luogo il proprio cuore e il proprio comportamento e poi incoraggiare quelli su cui ha qualche influenza a fare altrettanto. Così che, in conformità con la volontà di Dio, nessuno possa ingannarsi confidando in una forma di pietà  priva della potenza, perché non possiede  un' esperienza interiore dell'efficacia delle verità che professa.

In verità, per il declino della religione ai nostri giorni, c'è una fonte ed una  causa che non possiamo mancare di trattare brevemente per  sollecitare urgentemente che venga rimediata.  Si tratta cioè dell'abbandono del culto di Dio nelle famiglie da parte di coloro ai quale la loro conduzione è affidata. Non è possibile che la grossolana ignoranza e instabilità di molti, insieme alla profanità di altri, possa essere attribuita ai loro genitori e maestri che, mentre erano ancora giovani, non inculcarono in loro la condotta che dovevano tenere, ma  trascurarono quei frequenti e solenni ordini rivolti a loro dal Signore di catechizzarli e istruirli perché in tenera età la loro vita potesse  essere condizionata dalla conoscenza della verità di Dio rivelata nelle Scritture? Inoltre, trascurando loro stessi di pregare e di rispettare gli altri doveri della religione nelle loro famiglie e dando un cattivo esempio nel loro modo di parlare dissoluto, abituarono i loro figli prima a trascurare, poi a disprezzare ogni pietà e religione. Sappiamo che questo non giustifica la cecità o malvagità di nessuno, ma certamente la responsabilità cadrà pesantemente su quelli che ne furono la causa. In verità, i peccatori moriranno per i loro peccati, ma non verrà domandato conto del loro sangue a quelli che avevano cura di loro e che permisero loro di andare avanti senza avvertirli e anzi li guidarono nelle vie della distruzione? E non sarà vero che la diligenza dei cristiani nei tempi passati nell'assolvere questo dovere sorgerà in giudizio contro molti che portano ora questo nome condannandoli?

Concludiamo con una preghiera sincera che l'Iddio di ogni grazia possa spandere abbondantemente il suo Spirito su di noi perché la professione della verità possa essere accompagnata da una fede sana praticata da noi con diligenza e che il suo nome possa essere glorificato in ogni cosa per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, Amen.

 

 

 

TESTO

 

 

1. Delle Sacre Scritture

1. La Sacra Scrittura è la regola unica e sufficiente, certa ed infallibile di ogni conoscenza, fede ed obbedienza salvifiche1.

Sebbene la luce della natura e le opere della creazione e della provvidenza manifestino la bontà, la sapienza e la potenza di Dio al punto che l'uomo è inescusabile, esse non sono sufficienti a fornire quella conoscenza di Dio e della sua volontà che è necessaria alla salvezza2.

In vari tempi ed in molte maniere Dio ha voluto quindi rivelarsi e dichiarare la sua volontà alla sua chiesa3. In seguito, per preservare e propagare meglio la verità e per stabilire ed incoraggiare la chiesa proteggendola dalla corruzione della carne, dalla malizia di Satana e dal mondo, il Signore ha voluto che la sua verità rivelata venisse messa interamente per iscritto. Poiché oggi Dio ha abbandonato i modi da Lui usati precedentemente, per rivelare la sua volontà al suo popolo, le Sacre Scritture sono assolutamente necessarie4.

 

1 2 Tm 3,15-17; Is 8,20; Lc 16,29-31; Ef 2,20

2 Rm 1,19-21; Rm 2,14-15; Sal 19,1-3

3 Eb 1,1

4 Prov 22,19-21; Rm 15,4; 2 Pt 1,19-20

 

2. Sotto il titolo di Sacra Scrittura (o Parola di Dio scritta) sono contenuti tutti i seguenti libri dell'Antico e del Nuovo Testamento:

Antico Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giosuè, Giudici, Ruth, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re, 1 e 2 Cronache, Esdra, Nehemia, Ester, Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste, Cantico dei Cantici, Isaia, Geremia, Lamentazioni, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Habacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia.

Nuovo Testamento: Matteo, Marco, Luca, Giovanni, Atti, Romani, 1 e 2 Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, 1 e 2 Tessalonicesi, 1 e 2 Timoteo, Tito, Filemone, Ebrei, Giacomo, 1 e 2 Pietro, 1, 2 e 3 Giovanni, Giuda, Apocalisse.

Tutti questi libri sono stati ispirati da Dio perché costituissero regola di fede e di condotta5.

 

5 2 Tm 3,16

 

3. I libri comunemente chiamati "apocrifi", non essendo divinamente ispirati, non fanno parte del canone della Scrittura, non hanno alcuna autorità per la chiesa di Dio e non devono essere considerati o utilizzati in modo diverso da quanto avviene per altri scritti umani6.

 

6 Lc 24,27,44; Rm 3,2

 

4. L'autorità della Sacra Scrittura per la quale dobbiamo crederla, non dipende dalla testimonianza di qualche uomo o di qualche chiesa, ma interamente da Dio, il suo Autore (che è la Verità stessa). Essa deve venire ricevuta per il fatto di essere la Parola di Dio7.

 

7 2 Pt 1,19-21; 2 Tm 3,16; 2 Tess 2,13; 1 Gv 5,9

 

5. La testimonianza della chiesa può suscitare in noi riverenza ed alta considerazione per le Sacre Scritture. Tuttavia la natura stessa delle Scritture prova sufficientemente che esse sono Parola di Dio. La sublimità del contenuto, l'efficacia della dottrina, la maestà dello stile, l'armonia di tutte le parti, il loro scopo comune di dare tutta la gloria a Dio, la piena rivelazione dell'unica via per la salvezza dell'uomo, accanto a molti altri pregi incomparabili e perfezioni assolute confermano indiscutibilmente questa convinzione.

Nonostante ciò, la nostra piena persuasione e sicurezza sulla verità infallibile della Scrittura e della sua autorità divina viene dall'opera interiore dello Spirito Santo che testimonia per mezzo della Parola ed insieme alla Parola nel nostro cuore8.

 

8 Gv 16,13,14; 1 Cor 2,10-12; 1 Gv 2,20,27

 

6. Tutto il consiglio di Dio relativo alla sua gloria, alla salvezza, alla fede e alla vita dell'uomo, è esplicitamente descritto, oppure necessariamente contenuto nella Sacra Scrittura. In nessun tempo, né in base ad una nuova rivelazione dello Spirito, né alle tradizioni degli uomini, deve esservi aggiunto alcunché9.

Ciò nonostante riconosciamo la necessità di una illuminazione interiore dello Spirito di Dio per una comprensione salvifica delle realtà rivelate nella Parola10.

Ci sono alcune condizioni riguardanti l'adorazione di Dio ed il governo della chiesa che sono comuni a tutte le società e attività umane e che devono essere ordinate alla luce della natura e dalla prudenza cristiana secondo le regole generali della Parola che si devono sempre osservare11.

 

9 2 Tm 3,15-17; Gal 1,8,9

10 Gv 6,45; 1 Cor 2,9-12

11 1 Cor 11,13-14; 1 Cor 14,26,40

 

7. Non tutto il contenuto della Scrittura è in sè di uguale chiarezza, né tale appare a tutti12. Tuttavia, le cose essenziali che si devono conoscere, credere e osservare per essere salvati sono presentate e rivelate così chiaramente in alcune parti della Scrittura che non solo l'uomo istruito, ma anche quello incolto può giungere ad una comprensione sufficiente con l'ausilio dei mezzi comuni13.

 

12 2 Pt 3,16

13 Sal 19,7; Sal 119,130

 

8. L'Antico Testamento scritto in ebraico (che era la lingua madre del popolo di Dio nell'antichità)14 ed il Nuovo Testamento scritto in greco (che era la lingua più diffusa fra le nazioni al momento della sua stesura) furono direttamente ispirati da Dio e conservati puri attraverso i secoli dalla sua singolare cura e dalla sua provvidenza. Sono perciò attendibili e la chiesa deve considerarli normativi in tutte le controversie dottrinali15. Poiché non tutto il popolo di Dio conosce le lingue originarie, pur avendo il diritto di disporre delle Scritture e di interessarsi ad esse ed il dovere di leggerle16 e di investigarle17 nel timore di Dio, le Scritture devono essere tradotte nella lingua di ogni nazione18, affinché la Parola di Dio, abitando doviziosamente in tutti, possa indurre ad adorare Dio in modo accettevole e affinché la pazienza e la consolazione delle Scritture permettano di ritenere la speranza19.

 

14 Rm 3,2

15 Is 8,20

16 At 15,15

17 Gv 5,39

18 1 Cor 14,6,9,11-12,24,29

19 Col 3,16

 

9. La regola infallibile per l'interpretazione della Scrittura è la Scrittura stessa. Perciò, quando si presenta un problema riguardo al significato vero e completo di un brano della Scrittura (la quale è un'unità e non una pluralità di scritti indipendenti l'uno dall'altro) tale brano deve essere esaminato alla luce di altri più chiari20.

 

20 2 Pt 1,20,21; At 15,15,16

 

10. La Scrittura trasmessaci dallo Spirito Santo costituisce l'unico e supremo arbitro per la soluzione di tutte le controversie in campo religioso e per l'esame dei decreti di tutti i concili, delle opinioni di scrittori antichi, delle dottrine umane e delle opinioni personali.

Il verdetto della Scrittura deve essere sufficiente per noi, poiché la nostra fede è basata sulla suprema istanza della Scrittura trasmessaci dallo Spirito21.

 

21 Mt 22,29-32; Ef 2,20; At 28,23

 

 

2. Di Dio e della Trinità

1. Il Signore Iddio nostro è l'unico Dio vivente e vero1. Egli sussiste in se stesso e di per se stesso2; è infinito nel suo essere e nella sua perfezione. La sua essenza non può essere compresa da nessuno, se non da lui stesso3. E' spirito purissimo4, invisibile, senza corpo, senza parti né passioni; Egli solo possiede l'immortalità; dimora in una luce inaccessibile5; è immutabile6, incommensurabile7, eterno8, incomprensibile, onnipotente9, in ogni senso infinito, assolutamente santo10, saggio, libero ed indipendente. Egli opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà assolutamente immutabile e giusta11 per la propria gloria12. Egli è veramente amorevole, benigno, misericordioso, longanime, pieno di bontà e di verità; Egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano13 e, nello stesso tempo, è veramente giusto e tremendo nei suoi giudizi14; odia il peccato15 e non terrà il colpevole per innocente16.

 

1 1 Cor 8,4-6; Dt 6,4

2 Ger 10,10; Is 48,12

3 Es 3,14

4 Gv 4,24

5 1 Tm 1,17; Dt 4,15-16

6 Ml 3,6

7 1 Re 8,27; Ger 23,23

8 Sal 90,2

9 Gen 17,1

10 Is 6,3

11 Sal 115,3; Is 46,10

12 Prov 16,4; Rm 11,36

13 Es 34,6-7; Eb 11,6

14 Ne 9,32-33

15 Sal 5,5-6

16 Es 34,7; Na 1,2-3

 

2. Siccome Dio ha tutta la vita17, la gloria18, la bontà19, la beatitudine, in se stesso e da se stesso, è unico nel senso che è completamente sufficiente sia in se stesso che per se stesso non avendo bisogno di alcuna delle sue creature né derivando gloria da esse20. Al contrario, è Dio a manifestare la sua gloria in esse, per mezzo di esse, ad esse e su esse. Egli è l'unica fonte di tutta l'esistenza; da Lui, per mezzo di Lui e per Lui sono tutte le cose21. Egli esercita un dominio completamente sovrano sopra tutte le creature, al fine di fare per mezzo di esse, per esse e ad esse tutto ciò che Egli vuole22. Tutte le cose sono scoperte e manifeste ai suoi occhi23. La sua conoscenza è infinita, infallibile e non dipende dalla creatura. Ne consegue che niente è per Lui contingente o incerto24. Egli è assolutamente santo in tutto il suo consiglio, in tutte le sue opere25 e in tutti i suoi comandamenti. Sia gli uomini che gli angeli gli devono tutta l'adorazione26, il servizio o l'ubbidienza cui sono tenuti come creature verso il loro Creatore e qualunque altra cosa che Egli desideri chiedere loro.

 

17 Gv 5,26

18 Sal 148,13

19 Sal 119,68

20 Gb 22,2-3

21 Rm 11,34-36

22 Dn 4,25,34-35

23 Eb 4,13

24 Ezech 11,5; At 15,18

25 Sal 145,17

26 Apoc 5,12-14

 

3. In questo esser divino ed infinito sono presenti tre persone; il Padre, la Parola o Figlio e lo Spirito Santo27, tutte uguali in sostanza, in potenza ed in eternità. Ognuna di esse possiede l'intera essenza divina, pur restando tale essenza indivisa28.

Il Padre non è stato generato né procede da un qualsiasi altro. Il Figlio è eternamente generato dal Padre29. Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio30.

Tutti e tre sono infiniti, senza inizio e quindi costituiscono un solo Dio. La loro natura e la loro essenza sono indivisibili, ma essi si distinguono a seconda delle loro qualità particolari e delle loro relazioni personali. La dottrina della Trinità è il fondamento di tutta la nostra comunione con Dio e della nostra serena dipendenza da Lui.

 

27 1Gv 5,7; Mt 28,19; 1 Cor 13,14

28 Es 3,14; Gv 14,11; 1 Cor 8,6

29 Gv 1,14-18

30 Gv 15,26; Gal 4,6

 

 

3. Del decreto divino

1. Dio ha decretato dall'eternità, secondo il santo e saggio consiglio della propria volontà, in modo libero ed immutabile, tutte le cose che avrebbero avuto luogo1. Tuttavia ciò non implica affatto che Dio sia autore di peccato, che abbia comunione con qualcuno2 nel commettere peccati, che venga fatta violenza alla volontà della creatura, che venga tolta la libertà o la contingenza delle cause seconde. Queste, al contrario, sussistono3. Vengono così manifestate la sapienza di Dio nel disporre tutte le cose ed anche la sua potenza e la sua fedeltà nell'adempimento del suo decreto4.

 

1 Is 46,10; Ef 1,11; Eb 6,17; Rm 9,15-18

2 Giac 1,13; 1 Gv 1,5

3 At 4,27-28; Gv 19,11

4 Num 23,19; Ef 1,3-5

 

2. Benché Dio conosca tutto ciò che può avvenire in tutte le condizioni immaginabili5, non è mai stato indotto a decretare alcunché per il fatto di averlo previsto come qualcosa che avrebbe potuto verificarsi nel futuro o che sarebbe avvenuto in determinate situazioni6.

 

5 At 15,18

6 Rm 9,11-18

 

3. Per decreto di Dio e per la manifestazione della sua gloria, alcuni uomini ed angeli sono predestinati o preordinati a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo7, a lode della sua grazia gloriosa8. Altri vengono lasciati agire nel loro stato di peccato fino alla loro giusta condanna, a lode della sua giustizia gloriosa9.

 

7 1­ ­Tm 5,21; Mt 25,34

8 Ef 1,5-6

9 Rm 9,22-23; Giuda 4

 

4. Gli angeli e uomini predestinati e preordinati in questo modo sono designati individualmente ed immutabilmente. Il loro numero è così certo ed esatto che non può essere né aumentato né diminuito10.

 

10 2 Tm 2,19; Gv 13,18

 

5. Quelli che sono predestinati a vita sono stati eletti da Dio prima della fondazione del mondo secondo il suo proponimento eterno ed immutabile, secondo il consiglio segreto ed il beneplacito della sua volontà. Dio li ha eletti in Cristo a gloria eterna unicamente per il suo amore e per la sua grazia incondizionata11, senza esservi indotto da nessuna condizione o causa presenti nella creatura12.

 

11 Ef 1,4-11; Rm 8,30; 2 Tm 1,9; 1 Tess 5,9

12 Rm 9,13-16; Ef 2,5,12

 

6. Poiché Dio ha ordinato a gloria gli eletti, così, secondo il consiglio della sua volontà eterna e completamente libera; Egli ha preordinato tutti i mezzi necessari per realizzare la loro salvezza13. Di conseguenza, coloro che sono eletti, essendo decaduti in Adamo, sono redenti da Cristo14, vengono efficacemente chiamati alla fede in Cristo dal suo Spirito che opera a suo tempo, sono giustificati, adottati, santificati15, e vengono custoditi dalla sua potenza mediante la fede in vista della salvezza16. Nessuno al di fuori degli eletti è redento da Cristo, chiamato efficacemente, giustificato, adottato, santificato e salvato17.

 

13 1 Pt 1,2; 2 Tess 2,13

14 1 Tess 5,9-10

15 Rm 8,30; 2 Tess 2,13

16 1 Pt 1,5

17 Gv 10,26; 17,9; 6,64

 

7. La dottrina di questo grande mistero della predestinazione deve essere trattata con una particolare prudenza e cura affinché gli uomini che prestano attenzione alla volontà di Dio rivelata nella sua Parola e che ubbidiscono ad essa possano essere sicuri della loro elezione eterna dalla certezza della loro vocazione efficace18. In questo modo, la dottrina sarà motivo di lode19, riverenza e ammirazione per Dio e sarà anche motivo di umiltà20, diligenza e abbondanza di consolazione per tutti coloro che ubbidiscono all'Evangelo con sincerità21.

 

18 1 T­ess 1,4-5; 2 Pt 1,10

19 Ef 1,6; Rm 11,33

20 Rm 11,5-6,20

21 Lc 10,20

 

 

4. Della creazione

1. Nel principio è piaciuto a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo1, per la manifestazione della gloria della sua eterna potenza2, sapienza e bontà, creare o fare il mondo e tutte le cose in esso, sia le visibili che le invisibili, nell'arco di sei giorni; e tutto era molto buono3.

 

1 Gv 1,2-3; Eb 1,2; Gb 26,13

2 Rm 1,20

3 Col 1,16; Gen 1,31

 

2. Dopo aver fatto tutte le altre creature, Dio creò l'uomo, maschio e femmina4, con un'anima razionale ed immortale5, rendendolo idoneo a vivere quella vita al suo servizio per la quale era stato creato. L'uomo fu creato ad immagine di Dio, in conoscenza, in giustizia ed in vera santità6, con la legge di Dio scritta nel cuore7 e con la capacità di adempiervi. Tuttavia egli aveva la possibilità di trasgredirla, essendo lasciato alla libertà della propria volontà la quale era soggetta a cambiamento8.

 

4 Gen 1,27

5 Gen 2,7

6 Eccl 7,29; Gen 1,26

7 Rm 2,14-15

8 Gen 3,6

 

3. Oltre alla legge scritta nel cuore, l'uomo ricevette l'ordine di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male9. Finché osservò questo comandamento fu felice nella comunione con Dio ed ebbe dominio su tutte le altre creature10.

 

9 Gen 2,17

10 Gen 1,26-28

 

 

5. Della provvidenza divina

1. Dio, il buon Creatore di tutte le cose, nella sua infinita potenza e saggezza sostiene, dirige, dispone e governa tutte le creature e tutte le cose1, dalla più grande alla più piccola2, con la sua provvidenza assolutamente saggia e santa, in vista del fine per cui sono state create. Dio governa secondo la sua prescienza infallibile e secondo il consiglio libero ed immutabile della sua volontà, a lode della gloria della sua saggezza, potenza, giustizia, bontà infinita e misericordia3.

 

1 Eb 1,3; Gb 38,11; Is 46,10-11; Sal 135,6

2 Mt 5,29-31

3 Ef 1,11

 

2. Tutte le cose avvengono immutabilmente ed infallibilmente in base alla prescienza e ai decreti di Dio, il quale ne è la causa prima4. Non avviene quindi alcunché ad alcuno per caso o al di fuori della sua provvidenza5. Tuttavia, Dio ordina che gli eventi si verifichino secondo l'ordine delle cause seconde, necessariamente, liberamente o contingentemente6.

 

4 At 2,23

5 Prov 16,33

6 Gen 8,22

 

3. Nella sua ordinaria provvidenza Dio fa uso di mezzi7, ma è libero di agire al di fuori di essi8, al di sopra di essi9 e contro di essi10 quando vuole.

 

7 At 27,31,44; Is 55,10-11

8 Osea 1,7

9 Rm 4,19-21

10 Dn 3,27

 

4. La onnipotenza, la saggezza imperscrutabile e la bontà infinita di Dio si manifestano così pienamente nella sua provvidenza che il suo determinato consiglio si estende persino alla prima caduta e a tutte le altre azioni peccaminose sia di angeli che di uomini11, e ciò non per un semplice permesso, ma per un tipo di permesso in cui Egli ha incluso delle limitazioni veramente sagge e potenti ed altri mezzi per limitare e tenere sotto controllo il peccato12. Queste varie limitazioni sono state deliberate da Dio per realizzare i suoi scopi santissimi13. Tuttavia, in tutti questi casi, la peccaminosità sia degli angeli che degli uomini proviene soltanto da essi e non da Dio, il quale è assolutamente santo e giusto, e non può essere autore di peccato né approvarlo14.

 

11 Rm 11,32-34; 2 Sam 23,1; 1 Cron 21,1

12 2 Re 19,28; Sal 76,10

13 Gen 50,20; Is 10,6-12

14 Sal 50,21; 1 Gv 2,16

 

5. Dio, che è veramente saggio, giusto e benigno, spesso permette che i suoi figli sperimentino per qualche tempo varie tentazioni e la corruzione del loro cuore per punirli dei peccati commessi o per mostrar loro la forza nascosta della corruzione e la falsità ancora presente nel loro cuore, allo scopo di umiliarli e di spingerli ad una dipendenza più stretta e costante da Lui come loro sostegno, di renderli più vigili in futuro nei confronti del peccato, ed in vista di altri scopi santi e giusti15. Perciò tutto ciò che avviene agli eletti avviene per volontà e per la gloria di Dio, nonché per il loro bene16.

 

15 2 Cron 32,25-31; 2 Cor 12,7-9

16 Rm 8,285

 

6. A quegli uomini iniqui e malvagi che Dio come giusto giudice acceca ed indurisce17 per i loro peccati precedenti, Egli nega non soltanto la grazia, che avrebbe potuto illuminare la loro mente e toccare il loro cuore18, ma a volte ritira anche i doni che hanno avuto19, e li espone a certi oggetti che il loro stato corrotto fa diventare occasioni di peccato20. Dio li abbandona alle loro concupiscenze, alle tentazioni del mondo e alla potenza di Satana21, cosicché alla fine si induriscono persino quando si trovano sotto le stesse influenze che Dio usa per toccare il cuore di altri22.

 

17 Rm 1,24-28; 11,7-8

18 Dt 29,4

19 Mt 13,12

20 Dt 2,30; 2 Re 8,12-13

21Sal 81,11-12; 2 Tess 2,10-12

22 Es 8,15-32; Is 6,9-10; 1 Pt 2,7-8

 

7. Come la provvidenza generale di Dio si estende a tutte le creature, così, in maniera del tutto speciale, Egli ha cura della sua chiesa e dispone tutte le cose per il bene di essa23.

 

23 1 Tm 4,10; Amos 9,8-9; Is 43,3-5

 

6. Della caduta dell'uomo, del peccato e della sua condanna

1. Sebbene Dio abbia creato l'uomo integro e perfetto, gli abbia dato una legge giusta la cui osservanza lo avrebbe preservato dalla morte e lo abbia avvertito che sarebbe morto se l'avesse trasgredita1, l'uomo si mantenne solo per breve tempo in quello stato originario. Satana si servì dell'astuzia del serpente per sedurre Eva, e successivamente, per mezzo di lei Adamo che, senza esservi in alcun modo costretto, trasgredì volontariamente la legge della propria creazione ed il comandamento di Dio, mangiando il frutto proibito2. E' piaciuto a Dio, secondo il suo consiglio saggio e santo, permettere questo atto, avendo deciso di usarlo per la sua gloria.

 

1 Gen 2,16-17

2 Gen 3,12-13; 2 Cor 11,3

 

2. I nostri progenitori decaddero per questo peccato dalla loro giustizia originaria e dalla loro comunione con Dio, e noi in essi. La morte è quindi passata su tutti gli uomini3 che senza eccezioni sono morti nel peccato4 e totalmente corrotti in ogni loro parte e in ogni loro facoltà spirituale e fisica5.

 

3 Rm 3,23

4 Rm 5,12 ss.

5 Tito 1,15; Gen 6,5; Ger 17,9; Rm 3,10-19

 

3. Essendo i nostri progenitori la radice e, per volontà di Dio, i rappresentanti di tutta l'umanità, il loro peccato è stato imputato e la loro natura corrotta trasmessa a tutta la loro posterità attraverso l'ordinario processo di generazione6. I loro discendenti sono perciò concepiti nel peccato7 e sono per natura figlioli d'ira8, servi del peccato, soggetti alla morte9 ed a tutte le altre miserie spirituali, temporali ed eterne a meno che il Signore Gesù non li liberi10.