Occasione del trattato è il dibattito su quel concilio di riforma a lungo promesso ma al contempo osteggiato da Roma in cui Lutero stesso, all'epoca, non sperava più.
Che cos'è, dunque, un concilio? In che misura vincola i credenti? E, più in generale, quale peso si deve atribuire alla tradizione ecclesiastica all'interno della fede?
Per rispondere a questi interrogativi Lutero considera i Padri della chiesa, esamina i quattro grandi «concili principali», ossia Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia, e conclude con una sintesi di ecclesiologia imperniata sulle caratteristiche costitutive della chiea cristiana, le notae ecclesiae.