«Cristo ha promesso che avrebbe edificato la sua chiesa e che essa avrebbe trionfato sui nemici di Dio (Matteo 16:18). Nel cielo, Cristo è lodato perché, essendo stato immolato, col suo sangue, «ha acquistato a Dio gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione» (Apocalisse 5:9). Tuttavia, in duemila anni di storia del cristianesimo, molte volte è stato necessario definire e precisare cosa sia "la chiesa" e la controversia non si è ancora conclusa.
All’inizio del ventunesimo secolo, dopo gli ultimi 150 anni di storia che hanno prodotto una inaudita frammentazione e la proliferazione di denominazioni, gruppi e movimenti cristiani, la necessità di precisare ulteriormente da cosa sia caratterizzata una chiesa che possa legittimamente continuare a chiamarsi cristiana, si avverte ancora di più.
Il libro del pastore Dever non ha nulla del pragmatismo delle "ricette" del "come fare per…", ma si inserisce sul filone della "teologia del discernimento" inaugurato da Jonathan Edwards con un immortale sermone sui Segni caratteristici di un’opera dello Spirito di Dio, ed ulteriormente elaborato nel suo capolavoro: I sentimenti religiosi […] e ci aiuta ad applicare alla chiesa locale i medesimi principî che Edwards individuò ed applicò all’esperienza religiosa del singolo credente».
Dalla "Prefazione all'edizione italiana"
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