«Non c'è nessun mio libro nel quale veramente io mi riconosca, tranne forse quello sul Servo arbitrio e il Catechismo» (Martin Lutero).
Criticata in passato da chi, di solito, ne conosceva solo il titolo, quest'opera è oggi ancora sovente fraintesa, come se Lutero negasse alla creatura umana ogni capacità d'intendere e di volere. In realtà, quel che Lutero nega – attingendo dalla Bibbia la sostanza del suo pensiero – è la capacità dell'essere umano di concorrere alla sua salvezza: la buona notizia dell'Evangelo non è che l'uomo deve salvarsi, ma che è già salvato.