di Jonathan Edwards
Recensione pubblicata su «Studi di teologia», XIX, 2007/2, pp. 192-193
Tra le opere principali del grande teologo calvinista dell'America coloniale in corso di pubblicazione presso la benemerita editrice Alfa & Omega, non poteva mancare la Storia della redenzione. Pubblicata per la prima volta nel 1774 a cura del figlio di Edwards, essa consta di una serie di trenta sermoni predicati durante l'anno 1739, tutti basati su Isaia 51,8, testo da cui è dedotta la dottrina fondamentale attorno a cui ruota ogni singolo sermone: "La redenzione è un'opera che Dio porta avanti dalla caduta dell'uomo sino alla fine del mondo". Edwards, come già S. Agostino nella sua Città di Dio, offre una solida teologia della storia, imperniata sul Dio Uno e Trino, Creatore e Redentore dell'universo, Signore e Sovrano del tempo e della storia: Egli traccia il cammino della Provvidenza nella storia umana dall'epoca dei nostri progenitori in Eden fino alla fine dei tempi, un cammino che trova il suo senso e il suo compimento nell'opera gloriosa della redenzione, a cui tutte le azioni della Provvidenza (compresa l'opera della creazione) sono finalizzate e subordinate.
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